Investigazioni sulla concorrenza sleale: come tutelare il tuo vantaggio competitivo

Investigazioni sulla concorrenza sleale: come tutelare il tuo vantaggio competitivo

La concorrenza sleale è un fenomeno che può colpire tutti i settori e danneggiare non solo i diretti interessati ma anche i consumatori inconsapevoli. Un esempio lampante nel nostro Paese è quello che riguarda il Made in Italy, vittima quotidiana di reati di contraffazione e concorrenza sleale da parte di aziende straniere che cercano di […]

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Date Posted:

Gennaio 23, 2024

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La concorrenza sleale è un fenomeno che può colpire tutti i settori e danneggiare non solo i diretti interessati ma anche i consumatori inconsapevoli.

Un esempio lampante nel nostro Paese è quello che riguarda il Made in Italy, vittima quotidiana di reati di contraffazione e concorrenza sleale da parte di aziende straniere che cercano di guadagnare cavalcando l’eccellenza del brand senza però possederne i diritti.

Ma cos’è precisamente la concorrenza sleale?

La concorrenza sleale è definita dalla legge come una forma di concorrenza tra imprenditori sanzionata dagli articoli 2598-2601 del Codice civile, in cui si utilizzano mezzi, tecniche e strategie non conformi ai “principi della correttezza professionale” che risultano idonei a danneggiare l’azienda o l’attività di un concorrente.

Nella nostra economia di mercato, la concorrenza è libera e tutelata dall’art. 41 della Costituzione italiana che specifica però, che queste libertà non possono svolgersi in contrasto con “l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”.

Cosa significa tutto ciò? Che la concorrenza tra imprese è lecita e può essere messa in atto per sottrarre clienti proponendo prodotti migliori, creando offerte vantaggiose o usando strategie più performanti; tuttavia, deve essere praticata in modo etico e corretto.

Leggi anche: Indagini commerciali: come proteggere la tua azienda

La concorrenza sleale tra imprese

È importante sottolineare che la normativa che disciplina la concorrenza sleale tutela solo gli imprenditori, che possono richiedere sanzioni per il danno arrecato.

Questo, teoricamente, anche se il fatto ancora non sussiste: in questo caso si parla di danno potenziale ovvero nel caso in cui “una situazione di concorrenza potenziale risulti ravvisabile in relazione ad una possibile estensione o espansione nel futuro dell’attività imprenditoriale concorrente, o nell’ipotesi di attività preparatorie all’esercizio dell’impresa, quando si pongano in essere fatti diretti a dare inizio all’attività produttiva”.

Tuttavia, vedremo come, nella realtà dei fatti, risulta difficile dimostrare un danno potenziale senza prove concrete.

Va precisato poi, che gli atti di concorrenza scorretta tra imprese possono essere considerati tali solo ed esclusivamente quando fra le parti c’è un’effettiva dinamica concorrenziale: non può esserci concorrenza sleale (o leale), se non fra aziende che operano nello stesso settore rivolgendosi allo stesso target e/o nello stesso territorio (in senso più ampio, il raggio d’azione in cui l’impresa opera).

Esempi di Concorrenza Sleale e il Ruolo delle Investigazioni Private

Esempi di Concorrenza Sleale

Il mondo degli affari è spesso un terreno fertile per pratiche di concorrenza sleale. Vediamo ora alcuni esempi concreti dove le investigazioni private hanno giocato un ruolo cruciale nel rivelare e combattere tali pratiche.

Violazione dei Segreti Commerciali

Un classico esempio di questo fenomeno è stato il caso tra Waymo e Uber nel settore delle auto a guida autonoma. Waymo, una società affiliata di Google, ha accusato Uber di aver rubato segreti commerciali relativi alla loro tecnologia LIDAR. Le investigazioni hanno svolto un ruolo chiave nel raccogliere prove, tra cui e-mail e documenti, che hanno portato a una causa legale di grande rilievo.

Pubblicità Ingannevole

La pubblicità ingannevole è un’altra forma comune di concorrenza non leale. Un esempio noto è quello di Apple contro Samsung, dove Apple ha accusato Samsung di pubblicità ingannevole e di copiare il design dei suoi prodotti. Le investigazioni in questo caso hanno incluso l’analisi dettagliata delle campagne pubblicitarie e dei prodotti coinvolti.

Dumping di Prezzi

Il dumping di prezzi è spesso difficile da provare, ma essenziale da indagare. Nel settore dell’energia, ad esempio, ci sono stati casi in cui le compagnie petrolifere sono state accusate di vendere carburante a prezzi anormalmente bassi per spingere i concorrenti più piccoli fuori dal mercato. Investigatori privati possono raccogliere dati sui prezzi, analizzare i modelli di mercato e fornire prove a sostegno di tali accuse.

Diffamazione

Nel settore della moda, la diffamazione può essere particolarmente dannosa. Ad esempio, una famosa casa di moda potrebbe essere vittima di false accuse relative alle condizioni dei lavoratori nelle sue fabbriche. Investigatori privati possono svolgere un ruolo vitale nel verificare la veridicità di tali affermazioni, conducendo indagini sul campo e intervistando testimoni chiave.

In tutti questi casi, il ruolo delle investigazioni private è stato fondamentale nel raccogliere prove, fornire consulenza legale e supportare le aziende nella lotta contro pratiche sleali. Attraverso un’attenta analisi e un approccio metodico, gli investigatori privati sono in grado di portare alla luce attività illecite che altrimenti potrebbero rimanere nascoste, proteggendo così l’integrità e la competitività del mercato.

Gli atti di concorrenza sleale

Premessa la presenza di dinamica concorrenziale tra le parti, a definire gli atti di concorrenza sleale passibili di sanzione è l’articolo 2598:

  • Gli atti di confusione: un’azienda che usi nomi o segni distintivi (grafica, colori, forme, ecc..) che imitino quelli di un’azienda competitor creando, per l’appunto, confusione con i suoi prodotti e la sua attività;
  • Gli atti di denigrazione e appropriazione: un’azienda che diffama un concorrente screditando la sua attività, i suoi prodotti o qualunque elemento a essa riferito. Si tratta di appropriazione quando un’impresa si attribuisce meriti, successi o pregi di un competitor;
  • Gli atti contrari alla correttezza professionale: questa categoria include tutto ciò che può essere più genericamente considerato contrario all’etica e alla correttezza professionale con cui si arrechi danno a un’azienda concorrente. Nello specifico possiamo ritrovare in questa categoria:
    • Il dumping: la pratica con la quale si abbattono i prezzi dei propri beni per eliminare la concorrenza;
    • Spionaggio industriale: acquisizione illecita di materiali, informazioni e know-how aziendale di proprietà di un’altra azienda;
    • Sviamento della clientela: azione messa in pratica da ex-dipendenti o dirigenti che spingono i clienti verso un’azienda concorrente mediante procedure sleali;
    • Storno di dipendenti: quando un’impresa spinge i dipendenti di una concorrente a licenziarsi per poi assumerli, al fine di creare un danno alla suddetta azienda;
    • Violazione del patto di non concorrenza: il patto prevede che il subordinato, una volta cessato il contratto, non potrà svolgere nessun’attività concorrenziale nei riguardi dell’ex datore di lavoro;
    • Dipendente infedele: si verifica quando un dipendente stringe patti e tratta affari per conto proprio o di terzi che sono in concorrenza per l’azienda in cui lavora.

Come tutelare il proprio vantaggio competitivo dagli atti di concorrenza sleale

La concorrenza sleale tra imprese arreca un duplice danno: all’impresa danneggiata che rischia una perdita in autorevolezza, prestigio e conseguente profitto, ma anche al funzionamento del mercato che non vede assicurata l’esistenza di pratiche commerciali corrette, necessaria per l’equilibrio di un sistema libero.

Per difendersi da atti di concorrenza sleale e tutelare il proprio vantaggio competitivo, le aziende possono avvalersi di servizi di investigazione privata che permettono di individuare le prove dell’illecito e rintracciare l’impresa colpevole: in questo modo è possibile dimostrare davanti alla legge, la presenza del danno subito e richiedere il risarcimento e l’interruzione delle attività incriminate.

Le indagini prevedono un’analisi dei soggetti sospettati, l’osservazione delle attività svolte, il controllo e il pedinamento dei soggetti sospettati al fine di scovare prove sulle frequentazioni di luoghi e individui di interesse che possano argomentare la tesi di concorrenza sleale.

Per ottenere risultati determinanti ai fini della buona riuscita dell’operazione, è importante rivolgersi a un’agenzia competente in materia di investigazione aziendale e industriale che sappia quali strumenti usare per questo tipo di ricerche.

Senza prove, infatti, è spesso molto difficile riuscire a dimostrare l’atto di concorrenza sleale.

Con la sentenza di accertamento dell’avvenuto compimento dei reati di concorrenza non leale si ottengono:

  • Il divieto assoluto di continuare a compiere gli atti incriminati;
  • Provvedimenti che limitano i danni derivanti da queste azioni.

In determinate circostanze, viene riconosciuto un diritto di risarcimento del danno, quando l’atto è stato compiuto con dolo o colpa e risulta quindi un danno effettivo secondo l’articolo 2043 del Codice civile.

Conclusioni sul Fenomeno della Concorrenza Sleale e il Valore delle Investigazioni Private

La concorrenza sleale, come abbiamo visto, è un fenomeno pervasivo che può infiltrarsi in qualsiasi settore, provocando danni non solo alle aziende direttamente coinvolte, ma anche ai consumatori, spesso inconsapevoli delle dinamiche sotterranee che influenzano il mercato. Il caso del Made in Italy, frequentemente bersaglio di contraffazione e concorrenza sleale, ne è un esempio emblematico, dove l’eccellenza di un brand diventa oggetto di sfruttamento indebito.

Questo panorama richiede un’attenzione particolare alla legalità e all’etica nella concorrenza. Gli articoli 2598-2601 del Codice civile italiano delineano chiaramente i confini della lecita competizione commerciale, riaffermando che ogni pratica deve rispettare i principi di correttezza professionale e non deve arrecare danno all’ambiente sociale ed economico.

Le investigazioni private emergono come strumenti indispensabili in questo contesto. Sono spesso l’unico modo per raccogliere prove concrete contro atti di concorrenza non corretta, dimostrando il danno potenziale o effettivo causato da pratiche illecite. Come abbiamo visto nei Esempi di Concorrenza Sleale di Waymo contro Uber, Apple contro Samsung, e altri esempi nel settore energetico e della moda, le investigazioni possono fare luce su attività nascoste, fornendo alle aziende le armi per proteggersi e mantenere un mercato equo e trasparente.

Nella lotta contro la concorrenza sleale, le aziende devono essere proattive, tutelando il proprio vantaggio competitivo e l’integrità del mercato. L’impiego di servizi investigativi qualificati diventa quindi un passo cruciale per assicurare che la concorrenza rimanga leale e che le pratiche commerciali sleali vengano efficacemente contrastate. Solo così si può garantire il rispetto dei principi di eticità e correttezza che dovrebbero guidare ogni attività imprenditoriale, salvaguardando l’integrità del mercato e i diritti dei consumatori.

Concludendo, la concorrenza sleale rappresenta una sfida significativa per l’economia moderna, ma con strumenti adeguati e un impegno costante verso la legalità e la trasparenza, è possibile garantire un ambiente di mercato sano ed equo, a beneficio di aziende e consumatori.

Fonti e informazioni utili: https://www.agcm.it/competenze/tutela-della-concorrenza/

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