Bonifiche ambientali: l’elemento fondamentale di una buona attività di contro-sorveglianza

Concorrenti sleali, cyber criminali, maniaci, malintenzionati  e stalker possono avere un forte interesse a intercettare le tue conversazioni e a tenere sotto controllo tutti i tuoi movimenti.

Per questo motivo le agenzie investigative come la nostra, nel corso degli anni, hanno sviluppato tutta una serie di servizi di contro-sorveglianza necessari  per tutelare gli interessi economici e la privacy dei loro clienti.

La bonifica ambientale è un servizio utile sia in campo lavorativo che nella vita privata.

Nel primo caso serve per tutelare gli interessi economici di un’azienda o di un libero professionista.

Nel secondo caso serve per tutelare la vita stessa e la privacy della persona o della famiglia sorvegliata e intercettata illegalmente.

>> Per le aziende: Bonifiche Ambientali e Telefoniche

Bonifiche ambientali: che cosa sono e a che cosa servono

Le bonifiche ambientali fanno parte delle misure tecniche di contro-sorveglianza e hanno come obiettivo principale quello di individuare i microregistratori vocali oppure le cosiddette “cimici” o microspie ambientali (con funzionamento a radiofrequenza o GSM) o le microcamere per mettere queste apparecchiature fuori gioco.

Esse vengono fatte in uffici, aziende, case,  auto e moto. E la loro funzione è utile per prevenire eventuali attacchi interni o esterni.

Inoltre, permette a chi le ha commissionate di avere una mappatura delle sue vulnerabilità al fine di mettere in atto le necessarie operazioni di prevenzione.

Microspie ambientali: un po’ di storia

Microspie ambientali

Il primo strumento per le intercettazioni ambientali si chiamava “Buran”.

Fu creato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale dall’inventore e ingegnere sovietico Léon  Theremin. “Buran” permetteva alle spie sovietiche di ascoltare a distanza le conversazioni che avvenivano in luoghi chiusi.

Lo strumento sfruttava i raggi infrarossi a bassa potenza che, una volta, diretti contro le finestre catturavano le impercettibili vibrazioni dei vetri causate dalla voce delle persone che, all’interno della stanza, stavano avendo una conversazione, restituendole all’apparecchio.

L’ingegner Theremin inventò anche la prima microspia ambientale passiva che sfruttava l’energia elettromagnetica indotta dalle alte frequenze radio per creare e trasmettere il segnale audio.

Il principio di funzionamento dietro a questa “cimice” era molto semplice ma efficace.  Infatti, questo strumento era costituito da un microfono collegato ad un’antenna. Il tutto, poi, era racchiuso all’interno di una piccola camera di risonanza acustica.

Da questa prima rudimentale microspia, grazie allo sviluppo tecnologico, si è arrivati alle prime microspie ambientali a radiofrequenza e, poi, a quelle GSM.

Le principali tipologie di bonifiche ambientali

Tra le diverse tipologie di bonifiche ambientali utilizzate per tutelare chi viene spiato e controllato le principali sono:

  • L’analisi dell’impianto elettrico: essa permette di rilevare segnali anomali, inquinamento da radiofrequenza e dispositivi per le intercettazioni.
  • L’analisi dell’infrarosso e delle onde elettromagnetiche (nello specifico, dalle VHF alle UHF): questo procedimento è utile poiché permette di scoprire le modulazioni sia digitali che analogiche.

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Gli strumenti per le bonifiche ambientali

microcamere nascoste

Per scoprire la presenza delle microspie ambientali e delle microcamere nascoste in locali, auto o moto si usano rilevatori di giunzioni non lineari (RGNL).

Questi strumenti consentono di rilevare microspie, amplificatori di microfoni o registratori vocali anche spenti o inattivi oppure in stand-by (pronti per essere attivati a distanza tramite telecomando) occultati all’interno di pareti, pavimenti, soffitti, mobili, soprammobili etc.

L’antenna dei rilevatori di giunzioni non lineari emette una radiazione ad altissima frequenza che permette di riconoscere i componenti elettronici all’interno di trasmettitori miniaturizzati, microregistratori vocali, ricevitori dei telecomandi, accenditori elettronici oppure amplificatori dei microfoni.

Per capirci, queste apparecchiature sono le medesime che vengono utilizzate dai servizi segreti per bonificare le ambasciate e le altre sedi diplomatiche dalle microspie ambientali e i registratori vocali di dimensioni ridotte che, per loro natura, non possono essere rilevati dai comuni rilevatori di microspie a radiofrequenza.

Conclusioni

Le bonifiche ambientali sono misure tecniche di contro-sorveglianza che permettono di difendere gli interessi economici delle aziende o la vita privata degli individui e delle famiglie dall’intrusione dei malintenzionati.

Si attuano in locali, su auto e moto.

E consentono di scovare microspie ambientali, microcamere e microregistratori vocali.

Per eseguirle si usano vari strumenti tra cui i più efficaci sono i rilevatori di giunzioni non lineari.